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Visualizzazione dei post da novembre, 2025

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Ah l’annoso problema delle riformulazioni! Motivate che siano dai giusti e sacrosanti aggiornamenti riguardanti il profilo tossicologico delle sostanze, o dalla sostenibilitร  dell’utilizzo di determinate materie prime, nonchรฉ dalla meno sacrosanta necessitร  dei brand di contrarre le spese, molti dei capolavori degli anni passati non sono arrivati ai giorni nostri immutati. In alcuni casi, il lavoro di riformulazione รจ stato accurato, e le formule attuali reggono senza alcun dubbio il confronto con le precedenti. In altri casi, i profumi moderni sono solo l’ombra di quelli del passato, una copia sbiadita della gloria che fu. Opium , purtroppo, appartiene alla seconda categoria. Si, perchรฉ nel profumo attuale non c’รจ nulla della opulenza, della complessitร , della ricercatezza di un tempo. La fragranza gioca di contrasti: il calore delle spezie ( chiodi di garofano, cannella, pimenta ) si fonde con l’austeritร  dei fumi dell’ incenso , che crea una cortina densa e avvolgente. Nel fondo, le...

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Non starรฒ qui a parlavi della storia di Shalimar .  Tantissimi sono i flankers nati dallo Shalimar classico, la maggior parte secondo me ben riusciti. Le versioni millesime , poi, le trovo tutte interessanti, e mi sono amaramente pentita di non averle acquistate all'epoca della loro uscita visto che erano edizioni limitate. Per questo, non ci ho pensato due volte quando รจ stata annunciata una versione di Shalimar per celebrare i 100 anni dalla sua creazione. Potete star tranquilli: Shalimar l'Essence non sembra essere una edizione limitata, quindi niente corsa all'acquisto. Una delle critiche che ho sentito muovere allo Shalimar รจ che fosse troppo cupo: fumoso, sporchino, retrรฒ. Sicuramente nel cuore e nel fondo della fragranza ci sono quelle note tipiche dei profumi vintage: zibetto, parchouli, incenso, sandalo. Guerlain ha quindi deciso di rimodernare la fragranza, alleggerendola da questi aspetti un po' ostici e rendendola piรน portabile, meno impegnativa. L'esp...

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Descrivere un profumo non รจ mai semplice per i non addetti al mestiere. Il linguaggio del profumo รจ complesso, spesso usa parole che non gli appartengono. Le piramidi pubblicate aiutano ad avere una guida, certo, ma sappiamo bene quanto siano uno strumento di marketing piรน che una reale descrizione del profumo. Ecco, prendete tutte queste difficoltร  e moltiplicatele per cento. Si perchรฉ descrivere Celeste di Giardini di Toscana รจ estremamente complicato. In realtร , quasi tutti i profumi del brand sono difficili da raccontare, probabilmente per l'uso diffuso di molecole di sintesi che non hanno una reale controparte in natura. Celeste per me rimane un mistero. Molti parlano di violetta , ed รจ innegabile che ci sia. Ma รจ una violetta aliena, che personalmente faccio quasi fatica a riconoscere. L'aspetto poudree di questo fiore si mescola a note soffici, dolci morbidissime, eteree. Stranianti sono le sfumature marine in apertura, che donano una peculiare salinitร  ad un profumo fo...

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Un profumo ispirato ad un vento, quale magia! Un incantesimo riuscito, ma d'altronde stiamo pur sempre parlando di un'opera di Serge Lutens . Chergui รจ infatti il vento del deserto, che scaturisce dalla terra incandescente e che, al suo passaggio, rende bollente tutto ciรฒ che incontra. Aria calda, ricca di pulviscolo del deserto, ma non solo: odore di rami, foglie, frutti, spezie, tutto miscelato da questo abile alchimista naturale, come lo definisce Lutens stesso, che da sempre รจ innamorato di quei luoghi al punto di sceglierli come propria dimora. Chergui รจ un profumo magico: riesce ad essere secco e denso al tempo stesso. Tabacco e miele si alternano continuamente sulla scena, circondati da un dolce odore di fieno . Iris e sandalo donano quel tocco talcato e cremoso che non fa scivolare troppo la fragranza verso l'erbaceo ma piuttosto la arricchiscono con una sfumatura quasi pulita. Un profumo complesso, non immediato, non semplicissimo da indossare, ma infinitamente aff...

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Nel mio percorso olfattivo, lo ammetto, ci ho messo un po' per metabolizzare le fragranze di Meo Fusciuni . Alcune, pur riconoscendone la portata e la grandissima qualitร , mi restano ancora ostiche. Con Viole Nere , perรฒ, รจ stato un colpo di fulmine. Ricordo ancora di averlo indossato tramite un campioncino che mi ero portata dietro, cosรฌ, per caso, in uno dei miei viaggi per lavoro. Era estate, a Napoli. Faceva molto caldo, nonostante fossimo di sera. Per uscire a cena decisi di testare questa fragranza di cui tutti parlavano e che aveva vinto molti premi. Quale meraviglia si dischiuse al mio naso! Per tutta la serata, effluvi della violetta piรน scura cupa, profonda che avessi mai sentito mi arrivavano alle narici, una sensazione olfattiva scolpita nella mia mente, che tutt'ora ricordo con un brivido di piacere.  Viole Nere รจ una fragranza che vive di introspezione e immaginazione: una passeggiata nel vostro giardino interiore fatto di memoria e silenzi. Ispirata alla violett...

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Sapete quanto sia appassionata di Lutens e come la mia collezione di suoi profumi sia vasta. Trovo le prime composizioni sicuramente piรน complesse, elaborate e poetiche rispetto a quelle piรน recenti, che restano sicuramente dei bei profumi, con una qualitร  sopraffina, ma forse poveri di quello storytelling che mi affascina tanto. La couche du diable , pur essendo relativamente recente (2019) rappresenta un'eccezione. Il giaciglio del diavolo: Lutens e il suo storico naso Christopher Sheldrake hanno immaginato una fragranza che ha il sapore del peccato e della tentazione. Un profumo che sembra nascere in una stanza buia illuminata solo da braci ardenti, dove resine, spezie e ombre si intrecciano.  L’apertura รจ un vortice caldo e speziato: cannella , agrumi e un odore di legno bruciacchiato . รˆ un inizio deciso, teatrale, quasi spiazzante. Poi arriva il vero protagonista della fragranza: il labdano . Denso, scuro, ricco, leggermente fumoso. Qui La Couche du Diable si fa vellutato e...