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Sapete quanto sia appassionata di Lutens e come la mia collezione di suoi profumi sia vasta. Trovo le prime composizioni sicuramente piรน complesse, elaborate e poetiche rispetto a quelle piรน recenti, che restano sicuramente dei bei profumi, con una qualitร  sopraffina, ma forse poveri di quello storytelling che mi affascina tanto.

La couche du diable, pur essendo relativamente recente (2019) rappresenta un'eccezione. Il giaciglio del diavolo: Lutens e il suo storico naso Christopher Sheldrake hanno immaginato una fragranza che ha il sapore del peccato e della tentazione. Un profumo che sembra nascere in una stanza buia illuminata solo da braci ardenti, dove resine, spezie e ombre si intrecciano. 




L’apertura รจ un vortice caldo e speziato: cannella, agrumi e un odore di legno bruciacchiato. รˆ un inizio deciso, teatrale, quasi spiazzante. Poi arriva il vero protagonista della fragranza: il labdano. Denso, scuro, ricco, leggermente fumoso. Qui La Couche du Diable si fa vellutato e resinoso, con sfumature che ricordano la prugna cotta, il tabacco dolce, una punta di incenso che si arriccia come spirale nell’aria. L’oud รจ presente, sรฌ, ma non con il carattere animale che spesso lo contraddistingue. Qui sembra piรน un’ombra, un tappeto su cui il labdano cammina con passo solenne. La Couche du Diable non รจ un profumo per tutti i giorni e probabilmente non vuole esserlo. รˆ una fragranza serale, perfetta per l’autunno e l’inverno. Lutens suggerisce che il diavolo non vada cercato negli inferi, ma sulla terra, nei nostri desideri piรน umani. Chi sceglie di abbandonarsi al suo abbraccio resinoso non cerca l’innocenza, ma il piacere raffinato della tentazione. E forse, proprio lรฌ, tra braci e ombre, si nasconde il suo vero incantesimo.

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