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La linea di confine tra nicchia e designer non รจ per nulla costante: tende ad assottigliarsi e ispessirsi in un ciclo continuo, in base alle mode e alle tendenze del periodo. Certo, va riconosciuto che in passato i due universi tendevano a collimare molto piรน frequentemente che adesso. Ci si prendeva piรน rischi, la paura di fallire non superava mai la voglia di sfidare i limiti. E quando si commissionava una fragranza a nasi importanti, come Dominique Ropion, era facile che ne nascessero profumi indimenticabili.
Jungle l'Elephant di Kenzo ne รจ un esempio plastico. Non mi dilungherรฒ sulla storia e sulla struttura della fragranza, di cui ho parlato in un post dedicato e che vi invito a leggere.
Jungle รจ, di base, un tripudio di spezie, frutta esotica e note ambrate. Il richiamo รจ subito quello di paesaggi esotici e lontani, carovane nel deserto e mercati di spezie. Un profumo caldo, avvolgente, quasi ingombrante, nel senso buono del termine. Perfetto per le stagioni fredde, ma evocativo in quelle calde, capace di donare la suggestione di trovarvi lรฌ, nel caldo assolato di terre remote, circondati da effluvi trasportati dal vento.
Kenzo Jungle si trova abbastanza facilmente e spesso a prezzi accessibili: tutti gli appassionati di fragranze dovrebbero averlo in collezione. Ancora oggi, a decenni di distanza dalla sua creazione, continua a far impallidire fragranze ben piรน blasonate e costose, dimostrando, ancora una volta, che nell'arte, quando l'idea รจ strutturata e l'artista talentuoso, non servono pizzi e merletti per garantire il successo di un'opera.
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